ITALIANI E FORMAZIONE
18-5-05
Gli italiani che lavorano e che hanno tra i 18 e 1 64 anni sono favorevoli alla formazione: per sé, per
le imprese e la pubblica amministrazione, per il Paese nella competizione internazionale. Ma in un
caso su due non hanno mai ricevuto alcuna formazione connessa al lavoro: la scuola è stata
soddisfacente per la loro formazione etica, culturale e psicologica ma solo per una minoranza utile
al lavoro; le imprese private si sono attivate solo per il 32% dei lavoratori, il pubblico non ha fatto
di più. Non bisogna poi lamentarsi se l’Italia perde competitività.
In molti casi i lavoratori si sono dovuti arrangiandosi da soli pagandosi i corsi, chiedendo consigli
agli esperti,navigando su internet e specialmente ricorrendo ai periodici specializzati, tecnici e
professionali, che per un lavoratore su due svolgono una funzione di acculturazione, informazione e
aggiornamento. Da una ricerca demoscopia di ASTRA commissionata da ANES (l’associazione
nazionale dell’editoria periodica specializzata) risulta : 91% degli attuali occupati ritiene che la
formazione avvantaggi anzitutto coloro che lavorano, essa è essenziale per crescere
professionalmente(93%), permette di essere attivi e consapevoli(87%), permette di adattarsi ad un
mondo che cambia velocemente (83%), dà più probabilità di trovare un buon lavoro (78%) e aiuta a
guadagnare di più (63%).