A Milano la prima Conferenza Strategica sulla Moda
09/09/08
Due giornate di incontri, panel di lavoro, presentazione di ricerche, idee nuove e vecchie, progetti e speranze hanno caratterizzato questo evento promosso dall’Assessore del Comune di Milano Giovanni Bozzetti a Palazzo Mezzanotte per fare il punto della situazione del settore Tessile Abbigliamento in genere e della Città che ospita le maggiori griffes del settore e le Settimane della Moda. Questo settore è la seconda industria nazionale con quasi 50 miliardi di euro di giro d’affari di cui più della metà viene esportato e 700.000 addetti nei vari distretti industriali.
A Milano il comparto conta 12.000 imprese, 800 show room, 15 istituti di formazione che erogano corsi dalla creatività al marketing, passando per tutti gli aspetti legati alla produzione e distribuzione a 6000 studenti provenienti da tutto il mondo, e 200.000 visitatori all’anno durante le manifestazioni, le sfilate, le collezioni. Negli anni questo sodalizio fra Milano e la Moda si è consolidato fino a dare lustro e sviluppo reciproco, ma oggi va difeso da una concorrenza sempre più forte delle città tradizionalmente competitive come Parigi,New York, Londra, e quelle emergenti dei paesi asiatici.
Proprio dall’oriente arrivano le sfide più pesanti in termini di concorrenza sui prezzi, che ovviamente con la fine dell’accordo Multifibre sta diventando veramente pericoloso per l’economia di questo settore e la salvaguardia dei posti di lavoro della nostra industria. Anche se è stato ricordato che la Cina rappresenta come altri paesi emergenti una grande opportunità di affari e che lo sviluppo della capacità di spesa porterà ad un incremento delle importazioni, per ora il problema soprattutto delle nostre industrie medie e piccole che non possono delocalizzare facilmente, rimane e si amplifica.
Uno studio di settore di Banca Intesa conclude che la strategia vincente si traduce in quattro items: dimensione, innovazione, internazionalizzazione e squadra, cioè “sistema” e infine occorre una buona dose di fiducia per tutti. Il successo comunque di alcune imprese che fanno profitto passa attraverso la corretta interpretazione dei gusti dei consumatori che dalla moda si aspettano soprattutto “ emozioni”, da un’ efficace comunicazione, da una distribuzione attenta ai mercati emergenti e da professionisti adeguatamente formati e competenti che affianchino alla creatività dello stilista- imprenditore, sistemi di management innovativi.
La partecipazione delle Università Bocconi, Cattolica, Politecnico e Iulm avvalora, anche con il contributo delle ricerche effettuate, l’importanza della formazione per il mantenimento delle posizioni strategiche ed il riconoscimento internazionale del prodotto e dello stile italiano.
Il prezioso know-how e le competenze che si sono consolidate negli anni non devono andare disperse, e quindi è giusto cercare di mantenere attiva la formazione professionale per tutte le componenti della “filiera” non soltanto concentrandosi a monte e a valle ( per intenderci nella creatività e nel marketing) ma anche su tutta la componente produttiva. Ancora più sarebbe interessante utilizzare le profonde esperienze dei maestri di taglio e cucito che hanno fatto grande la storia del sistema moda , per trasferire le competenze ai giovani, in un passaggio del testimone che possa continuare, pure nella tradizione sartoriale/artigianale l’eccellenza della moda italiana.