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Periodico registrato Trib.Milano, n° 362/05 Magazine informativo su stage e corsi professionali, finanziamenti alle imprese, opportunità di business e di lavoro MILANO,

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Cosa fare dopo la laurea? Lavorare i campi. Storie di chi ha fatto la scelta


Alice è scesa in campo cinque anni fa. Gliel'avessero detto da piccola, quando nella sua Torino frequentava la scuola americana o quando si laureò in Economia scrivendo la tesi a New York, non ci avrebbe creduto. Invece, sotto il neon della multinazionale dove si occupava di marketing, riaffioravano i ricordi dell'Erasmus a Leuven in Belgio, quando apriva la finestra e veniva travolta dal profumo del malto.
La cascina di famiglia, a 12 chilometri da Vercelli, era in mano a terzi. «Un giorno accompagnando mia mamma, tra le risaie ho scoperto un senso di pace e serenità» ricorda. Oggi Alice Cerutti ha 31 anni e da cinque, con il fidanzato che le dà una mano, produce 8 mila quintali di riso l'anno. Un salto in lungo che l'ha portata dalla scrivania al trattore.
«Aro la terra, concimo, raccolgo il riso: non tornerei mai indietro. Devo tutto ai ragazzi delle associazioni di categoria della zona che mi hanno trasmesso un senso di passione e concretezza quando ancora non avevo esperienza».
Nei mesi di tregua dei terreni, Alice si dà all'attività sindacale, avanti e indietro con Bruxelles. Dell'Anga, l'associazione nazionale giovani agricoltori, è diventata rappresentante. «Lottiamo contro le incertezze del mercato, i perenni dubbi sui contributi e l'onda anomala di importazioni» spiega. Dopo aver vissuto in apnea per anni in un ufficio senza mettere a fuoco i sintomi dell'insoddisfazione, tanti giovani oggi sopportano albe chiare e orari da stakanovisti.
Se quella di Alice è stata un'inversione «a U» in un'adolescenza che sembrava aver imboccato la autostrada della vita, tanti ragazzi per diventare agricoltori decidono di studiare, prima di entrare nella «palestra» dei campi. Davide Montagnini, 29 anni, è cresciuto tra i banchi di Agraria a Bologna, facoltà che nell'ultimo anno ha visto le iscrizioni aumentare del 34 per cento. Davide con le due sorelle e il nonno è cresciuto nella stalla di famiglia. Da grande sognava di fare il veterinario, pur di stare a contatto con le vacche. Da quattro generazioni, la famiglia alleva bovini da latte. «È la mia pet therapy: stare chiuso in un ufficio non poteva essere il mio futuro. Ora vedo crescere piante, aiuto gli animali, il ciclo vitale mi fa star bene» racconta. Tra Bologna e Ferrara, Davide cura 200 ettari di terreno, tra fieno e mais e 500 mucche. La sveglia suona ogni mattina alle 4 e mezzo, week end compresi. «Con le sorelle cerchiamo di darci i turni per salvare qualche uscita con gli amici: d'inverno non si stacca mai prima delle otto di sera, d'estate spesso si fa la notte». Ogni giorno produce 70 quintali di latte. «Ma il prezzo lo fa il mercato, per questo il nostro ossigeno è aver creato una piccola filiera: produciamo yogurt e gelati che vendiamo a chilometro zero» spiega.
Ha studiato per diventare agronomo a Firenze Elia Renzi, 28 anni. Una scelta scritta nel destino. «Già a sette anni disegnavo la fattoria dei miei sogni». Poi però crescendo gli amici iniziarono a prenderlo in giro. Un agricoltore nella società 2.0 forse non era così chic. «Non li sentivo nemmeno, studiavo e d'estate guadagnavo i primi soldi dando una mano nelle aziende agricole della zona. Facevo le vendemmie, salvare il territorio è sempre stata una missione». Elia si è specializzato come agronomo paesaggista, con un occhio sempre attento al contesto e la sfida a sensibilizzare la gente al rispetto del verde che ci circonda. Da 10 anni alla Fattoria Loppiano a Incisa si rimbocca le maniche e tiene le sue lezioni. I bambini sono i primi a sporcarsi le mani. Euforici (un po' meno le mamme).
«È un mondo bellissimo che mi ha reso più sensibile. Ti insegna a star dentro alle stagioni, ti fa arrivare a sera stanco e felice». Non tutti i giovani però entrano tra i filari con una laurea in Agraria infilata nello stivale. Selene Possenti, 28 anni, si è laureata in Lettere a Brescia prima di scoprire che la qualità della vita può crescere anche senza un giorno libero e senza tachimetro per le ore di fatica. «Non avevo nemmeno un fazzoletto di terra, ho resistito a bordate di porte in faccia delle banche a cui chiedevo prestiti per iniziare l'attività: oggi con mio marito coltiviamo due ettari di frutti di boschi a Zone, sulle colline del lago d'Iseo». In tre anni l'azienda è cresciuta. Il laboratorio produce conserve e quest'estate aprirà l'agriturismo per portare in tavola il frutto della sua produzione sempre più allargata. Nel frattempo due mesi fa è nato il primo figlio. Maledetta primavera, il prossimo raccolto sarà duro ma bellissimo.

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Effetti del Jobs Act nell'apprendistato formativo


La Legge di Stabilità del 2015 e il successivo Decreto aveva fissato gli standard formativi per
l'apprendistato e i criteri applicativi stabiliti dal Ministero del Lavoro, in attuazione di quanto
previsto dal Jobs Act. La normativa riguarda l'apprendistato per la qualifica e
il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato
di specializzazione tecnica superiore, così come l'apprendistato di alta formazione e di ricerca.
Sono quindi ormai operativi e fanno vedere i primi effetti i nuovi incentivi per i datori di lavoro.
Per stipulare contratti di apprendistato il datore di lavoro deve possedere, come
requisito, capacità strutturali, quindi spazi per consentire lo svolgimento della formazione interna e in caso di studenti
con disabilità, il superamento o abbattimento delle barriere architettoniche;
Capacità tecniche: disponibilità strumentale per lo svolgimento della formazione interna, anche reperita
all'esterno dell'unità produttiva e capacità formative, con la disponibilità di uno o più tutor aziendali.
La durata del contratto di apprendistato non può essere inferiore a 6 mesi e superiore:
- a 3 anni per la qualifica di istruzione e formazione professionale;
- a 4 anni per il diploma di istruzione e formazione professionale, e diploma di istruzione
secondaria superiore;
- a 2 anni per la frequenza del corso annuale integrativo per l'ammissione all'Esame di Stato;
- a 1 anno per il diploma di istruzione e formazione professionale per chi già ha qualifiche nell'ambito dell'indirizzo professionale corrispondente e per il certificato di specializzazione tecnica superiore.
La durata del contratto può essere prorogata di un ulteriore anno se l'apprendista ha
concluso positivamente i percorsi al fine di acquisire ulteriori competenze tecnico-professionali e
specialistiche, o se al termine dei percorsi non ha conseguito qualifica, diploma o certificato.
Il piano formativo deve attenersi a quello allegato al decreto e indicare tutor formativo e
aziendale, che hanno l'obbligo di assistere l'apprendista, favorirne l'inserimento in azienda e
monitorarne percorso ed esiti dell'apprendistato.

Quali sono gli elementi per far valere l'esperienza maturata in Italia all'estero? “The Italian Skills”


Cambiando paese, è ovvio che ci sono diversità culturali, di ambientamento etc alle quali bisogna abituarsi e adattarsi, facendo proprie le nuove modalità di vita.
Ma quando si parla di esperienza lavorativa, ci sono due aspetti che bisogna considerare:
• L'esperienza, gli skills da maturare nel nuovo ambiente lavorativo
• L'esperienza, gli skills che ci portiamo dietro e che rappresentano un valore fondamentale
Perché? Perché proprio per le differenze tra paese e paese, molte “Italian skills” non sono molto diffusi nel nuovo paese.
Le ragioni sono molteplici: sistema scolastico; università e metodo di studio; organizzazione del lavoro; training; cultura.
Quali sono le skills/competenze di un professionista italiano che possono avere veramente un valore all'estero?
Proviamo a evidenziarne qualcuno, anche se la terminologia usata non è da prendere alla lettera, ma serve per dare un idea di ciò di cui stiamo parlando. ...CONTINUA

Stop ai programmi UE Erasmus+ e Horizon in Svizzera


"I negoziati per l'estensione dei trattati su Ricerca 'Horizon 2020' e Istruzione 'Erasmus+' sono per ora rinviati finché non avremo la notificazione formale che la Svizzera non ha la volontà di firmare l'accordo di libera circolazione con la Croazia". Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue, Pia Ahrenkilde
Quello che viene ufficialmente definito come "rinvio" prelude in realtà ad uno stop definitivo. La ministra della Giustizia svizzera, Simonetta Sommaruga, ieri ha infatti informato telefonicamente il ministro degli affari esteri croato, Vesna Pusic, che la Confederazione - come conseguenza del voto del referendum sull'immigrazione - non è nelle condizioni di poter firmare l'accordo bilaterale con la Croazia sulla libera circolazione dei lavoratori. La firma di tale accordo, previsto in conseguenza dell'ingresso della Croazia nella Ue, deve arrivare entro il 30 giugno prossimo.
Sommaruga, secondo quanto riferito da un portavoce del ministero svizzero citato dalla Belga, ha spiegato a Pusic che la nuova disposizione costituzionale del referendum si applica immediatamente e non permette la firma "nella forma attuale" di un accordo che prevede la libera circolazione assoluta dei croati in Svizzera entro 10 anni.
Di qui la decisione della Commissione di bloccare le trattative su 'Horizon 2020' e 'Erasmus+', che Bruxelles ritiene strettamente connessi con la libertà di circolazione. La settimana scorsa la Ue aveva annunciato di aver rinviato o congelato i negoziati su altri due accordi (quello sull'elettricità e quello sull'accordo quadro istituzionale). Lo stop all'accordo sulla Ricerca può avere conseguenze dirette sul Cern di Ginevra, il centro di massima eccellenza mondiale nella fisica e da cui - tra l'altro - è nato il web.

Se perdi il lavoro

- Se giochi a testa o croce le possibilità di vittoria sono del 50%. Ma se perdi il lavoro, le possibilità di ritrovarlo entro un anno sono solo del 14%. Salari troppo bassi. L'Italia è il Paese che ha conosciuto dal 2008 il declino più elevato della situazione sociale di chi lavora: oltre il 12% degli occupati non riesce a vivere del suo stipendio. Solo Romania e Grecia hanno fatto peggio (oltre il 14%), ma la loro situazione era grave già nel 2008. È l'analisi impietosa di uno studio Ue sull'occupazione dal quale è emerso che l'Italia è il Paese d'Europa peggiore per chi perde un lavoro: le possibilità di trovarne un altro entro un anno sono tra 14-15%, cioè le più basse di tutti i 28 Stati membri dell'Ue.

Prestiti alle imprese, diminuiscono le erogazioni per quelle femminili


Nel 2013 sono aumentate le aziende in rosa che non ottengono il credito bancario richiesto: l'analisi di Rete Imprese Italia Imprenditoria Femminile.
I PRESTITI – La crisi e l'instabilità economica hanno portato molti consumatori a rivolgersi agli istituti di credito per essere aiutati nell'affrontare spese anche ordinarie: richiedere un prestito vantaggioso, infatti, molte volte può aiutare le persone a realizzare i propri progetti o semplicemente a pagare dei lavori di ristrutturazione della casa o a saldare qualche debito. ...CONTINUA

Aumenta il flusso di concittadini che lasciano il Belpaese


In poco meno di dieci anni, l'emigrazione all'estero è cresciuta del 115%. Un dato allarmante, confermato dal Rapporto Censis 2013. Si sarebbe infatti passati dai 50mila del 2003 ai 106mila del 2013, tra i quali il 54,1% sarebbero giovani under 35. Ma è stato soprattutto nell'ultimo anno che l'incremento dei trasferimenti è stato particolarmente rilevante (+28,8% tra il 2011 e il 2013). In tutto sono oltre 4milioni e 300mila gli italiani che hanno ricominciato una nuova vita oltreconfine. Motivo principale la mancanza di lavoro, ma anche la ricerca di migliori prospettive; motivi sentimentali ed affettivi; il forte desiderio di sentirsi cittadini del mondo; ed ancora, la lenta e complessa burocrazia e i diritti in Italia. ...CONTINUA

Cosa fare dopo la laurea? Lavorare i campi. Storie di chi ha fatto la scelta


Alice è scesa in campo cinque anni fa. Gliel'avessero detto da piccola, quando nella sua Torino frequentava la scuola americana o quando si laureò in Economia scrivendo la tesi a New York, non ci avrebbe creduto. Invece, sotto il neon della multinazionale dove si occupava di marketing, riaffioravano i ricordi dell'Erasmus a Leuven in Belgio, quando apriva la finestra e veniva travolta dal profumo del malto. ...CONTINUA

Mind the Bridge chiamata a guidare la Startup Europe Partnership


Annunciata a Davos al Woord Economic Forum dalla Vice Presidente della Commissione Europea Neelie Kroes la prima piattaforma paneuropea per supportare la crescita di aziende europee su scala globale
Mind the Bridge coordinerà la piattaforma insieme alla britannica Nesta
Partner del progetto Telefónica, Orange, BBVA
con il supporto istituzionale di European Investment Fund/European Investment Bank Group, Cambridge University, IE Business School e HIIG Berlin. ...CONTINUA

Le 10 professioni emergenti secondo Linkedin


Linkedin ha realizzato sulla base dei suoi iscritti uno studio sulle figure professionali nuove, apparse nel mercato globale del lavoro dal 2008 ad oggi.
Questo studio dimostra come l'informatica e in particolare il web sia il settore trainante per le nuove attività professionali e probabilmente il target più interessante per il futuro dei giovani di talento, seguito abbastanza a distanza dal wellness. ...CONTINUA

Gli Chef più ricchi del mondo


Ecco gli chef più ricchi del mondo: milionari grazie alla cucina (e ai talk show). Ma non c'è nemmeno un italiano.
Gordon Ramsay (38 milioni di dollari) Nato in Scozia 48 anni fa, Ramsay ha aperto 21 ristoranti in tutto il mondo conquistando 13 stelle Michelin nel corso della carriera (una però gli è stata successivamente revocata). In Italia ha due ristoranti, in Sardegna e in Toscana. Irascibile e scontroso, è stato calciatore professionista in gioventù, diventando poi celebre più per le sue partecipazioni ai reality e ai talent show (da Hell's Kitchen a MasterChef) che per la sua attività di cuoco. ...CONTINUA


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Effetti del Jobs Act nell'apprendistato formativo


La Legge di Stabilità del 2015 e il successivo Decreto aveva fissato gli standard formativi per
l'apprendistato e i criteri applicativi stabiliti dal Ministero del Lavoro, in attuazione di quanto
previsto dal Jobs Act. La normativa riguarda l'apprendistato per la qualifica e
il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato
di specializzazione tecnica superiore, così come l'apprendistato di alta formazione e di ricerca.
Sono quindi ormai operativi e fanno vedere i primi effetti i nuovi incentivi per i datori di lavoro.
Per stipulare contratti di apprendistato il datore di lavoro deve possedere, come
requisito, capacità strutturali, quindi spazi per consentire lo svolgimento della formazione interna e in caso di studenti
con disabilità, il superamento o abbattimento delle barriere architettoniche;
Capacità tecniche: disponibilità strumentale per lo svolgimento della formazione interna, anche reperita
all'esterno dell'unità produttiva e capacità formative, con la disponibilità di uno o più tutor aziendali.
La durata del contratto di apprendistato non può essere inferiore a 6 mesi e superiore:
- a 3 anni per la qualifica di istruzione e formazione professionale;
- a 4 anni per il diploma di istruzione e formazione professionale, e diploma di istruzione
secondaria superiore;
- a 2 anni per la frequenza del corso annuale integrativo per l'ammissione all'Esame di Stato;
- a 1 anno per il diploma di istruzione e formazione professionale per chi già ha qualifiche nell'ambito dell'indirizzo professionale corrispondente e per il certificato di specializzazione tecnica superiore.
La durata del contratto può essere prorogata di un ulteriore anno se l'apprendista ha
concluso positivamente i percorsi al fine di acquisire ulteriori competenze tecnico-professionali e
specialistiche, o se al termine dei percorsi non ha conseguito qualifica, diploma o certificato.
Il piano formativo deve attenersi a quello allegato al decreto e indicare tutor formativo e
aziendale, che hanno l'obbligo di assistere l'apprendista, favorirne l'inserimento in azienda e
monitorarne percorso ed esiti dell'apprendistato.

Quali sono gli elementi per far valere l'esperienza maturata in Italia all'estero? “The Italian Skills”


Cambiando paese, è ovvio che ci sono diversità culturali, di ambientamento etc alle quali bisogna abituarsi e adattarsi, facendo proprie le nuove modalità di vita.
Ma quando si parla di esperienza lavorativa, ci sono due aspetti che bisogna considerare:
• L'esperienza, gli skills da maturare nel nuovo ambiente lavorativo
• L'esperienza, gli skills che ci portiamo dietro e che rappresentano un valore fondamentale
Perché? Perché proprio per le differenze tra paese e paese, molte “Italian skills” non sono molto diffusi nel nuovo paese.
Le ragioni sono molteplici: sistema scolastico; università e metodo di studio; organizzazione del lavoro; training; cultura.
Quali sono le skills/competenze di un professionista italiano che possono avere veramente un valore all'estero?
Proviamo a evidenziarne qualcuno, anche se la terminologia usata non è da prendere alla lettera, ma serve per dare un idea di ciò di cui stiamo parlando. ...CONTINUA

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"I negoziati per l'estensione dei trattati su Ricerca 'Horizon 2020' e Istruzione 'Erasmus+' sono per ora rinviati finché non avremo la notificazione formale che la Svizzera non ha la volontà di firmare l'accordo di libera circolazione con la Croazia". Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue, Pia Ahrenkilde
Quello che viene ufficialmente definito come "rinvio" prelude in realtà ad uno stop definitivo. La ministra della Giustizia svizzera, Simonetta Sommaruga, ieri ha infatti informato telefonicamente il ministro degli affari esteri croato, Vesna Pusic, che la Confederazione - come conseguenza del voto del referendum sull'immigrazione - non è nelle condizioni di poter firmare l'accordo bilaterale con la Croazia sulla libera circolazione dei lavoratori. La firma di tale accordo, previsto in conseguenza dell'ingresso della Croazia nella Ue, deve arrivare entro il 30 giugno prossimo.
Sommaruga, secondo quanto riferito da un portavoce del ministero svizzero citato dalla Belga, ha spiegato a Pusic che la nuova disposizione costituzionale del referendum si applica immediatamente e non permette la firma "nella forma attuale" di un accordo che prevede la libera circolazione assoluta dei croati in Svizzera entro 10 anni.
Di qui la decisione della Commissione di bloccare le trattative su 'Horizon 2020' e 'Erasmus+', che Bruxelles ritiene strettamente connessi con la libertà di circolazione. La settimana scorsa la Ue aveva annunciato di aver rinviato o congelato i negoziati su altri due accordi (quello sull'elettricità e quello sull'accordo quadro istituzionale). Lo stop all'accordo sulla Ricerca può avere conseguenze dirette sul Cern di Ginevra, il centro di massima eccellenza mondiale nella fisica e da cui - tra l'altro - è nato il web.

Se perdi il lavoro

- Se giochi a testa o croce le possibilità di vittoria sono del 50%. Ma se perdi il lavoro, le possibilità di ritrovarlo entro un anno sono solo del 14%. Salari troppo bassi. L'Italia è il Paese che ha conosciuto dal 2008 il declino più elevato della situazione sociale di chi lavora: oltre il 12% degli occupati non riesce a vivere del suo stipendio. Solo Romania e Grecia hanno fatto peggio (oltre il 14%), ma la loro situazione era grave già nel 2008. È l'analisi impietosa di uno studio Ue sull'occupazione dal quale è emerso che l'Italia è il Paese d'Europa peggiore per chi perde un lavoro: le possibilità di trovarne un altro entro un anno sono tra 14-15%, cioè le più basse di tutti i 28 Stati membri dell'Ue.

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Nel 2013 sono aumentate le aziende in rosa che non ottengono il credito bancario richiesto: l'analisi di Rete Imprese Italia Imprenditoria Femminile.
I PRESTITI – La crisi e l'instabilità economica hanno portato molti consumatori a rivolgersi agli istituti di credito per essere aiutati nell'affrontare spese anche ordinarie: richiedere un prestito vantaggioso, infatti, molte volte può aiutare le persone a realizzare i propri progetti o semplicemente a pagare dei lavori di ristrutturazione della casa o a saldare qualche debito. ...CONTINUA


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