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Periodico registrato Trib.Milano, n° 362/05 Magazine informativo su stage e corsi professionali, finanziamenti alle imprese, opportunità di business e di lavoro MILANO,

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Disponibili i voucher asilo nido e baby sitter 2016


INPS ha pubblicato l'avviso con le istruzioni
per la domanda, che si può presentare fino al 31 dicembre. Si tratta di un contributo di 600 euro al
mese, per un periodo massimo di sei mesi, da utilizzare per servizi di baby sitting o per l'infanzia
(pubblici o strutture private accreditate). Introdotto in via sperimentale per gli anni 2012-2015 dalla
riforma del Lavoro Fornero (articolo 4, comma 24, lettera b, legge 92/2012), il bonus è stato
prorogato per il 2016 dalla Legge di Stabilità. L'INPS accoglierà le domande fino a esaurimento
risorse, pari a 20 milioni di euro per quest'anno. Il criterio generale è l'ordine cronologico di
presentazione delle domande.
Voucher maternità:
Sono ammesse al beneficio le lavoratrici dipendenti o parasubordinate, come alternativa al diritto
di congedo parentale e da fruire negli 11 mesi successivi al termine del congedo di maternità
obbligatorio. Nel caso in cui la lavoratrice abbia già usufruito in parte del congedo parentale, può
chiedere il voucher per un numero di mesi pari al congedo non ancora utilizzato. Hanno diritto al
voucher anche le lavoratrici in part-time: in questo caso, il contributo è proporzionato all'orario di
lavoro, in base a specifica tabella INPS.
Voucher baby sitter per autonome e imprenditrici
Non sono ammesse le lavoratrici autonome, per le quali la Legge di Stabilità ha comunque previsto
un altro voucher, sempre di 600 euro al mese, per un periodo massimo di tre mesi.
Domanda
La domanda si presenta all'INPS in via telematica, utilizzando i servizi del portale con accesso
tramite PIN dispositivo. Il percorso da effettuare, partendo dalla home page del sito INPS, è il
seguente: > Servizi per il cittadino > Autenticazione con PIN > Invio domande di prestazioni a
sostegno del reddito > Voucher o contributo per l'acquisto dei servizi per l'infanzia. In alternativa,
la domanda può essere presentata rivolgendosi ai patronati. Attenzione: le domande pervenute
mediante canali diversi (email, PEC), non saranno prese in considerazione.
Contributo
Se si opta per il contributo baby sitting, gli appositi voucher vanno ritirati presso la sede INPS
competente entro 120 giorni dall'accoglimento della domanda; se sceglie il voucher per l'iscrizione
al nido, il contributo viene erogato dall'INPS direttamente alla struttura prescelta. E' possibile
cambiare la scelta della struttura per l'infanzia sempre fra quelle accreditate (elenco sul sito INPS) –
accedendo alla procedura online o rivolgendosi a un patronato (rimangono dunque le consuete
regole degli anni scorsi).
Modulistica
L'INPS, oltre alle istruzioni per la domanda, ha pubblicato il modello per dichiarare l'effettiva
fruizione del beneficio (nel caso si scelga l'iscrizione al nido) e quello che le strutture per
l'infanzia devono compilare per la liberatoria di pagamento.
Adempimenti
Se la lavoratrice sceglie il voucher baby sitter, deve effettuare al comunicazione di inizio
prestazione (indicando codice fiscale proprio e del prestatore/prestatrice, luogo di svolgimento
della prestazione, date presunte di inizio e di fine dell'attività lavorativa), attraverso il contact center
INPS/INAIL (803.164, gratuito da telefono fisso, oppure, da cellulare il numero 06164164, con
tariffazione a carico dell'utenza chiamante), il numero di fax gratuito INAIL 800.657657
(utilizzando il modulo presente sul sito dell'INAIL), la sezione “Pronto cliente” del sito INAIL, la
sede INPS. Il o la baby sitter deve incassare il corrispettivo del voucher, convalidato con la propria
firma, entro 24 mesi. I voucher non sono rimborsabili in caso di mancato utilizzo.

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INPS ha pubblicato l'avviso con le istruzioni
per la domanda, che si può presentare fino al 31 dicembre. Si tratta di un contributo di 600 euro al
mese, per un periodo massimo di sei mesi, da utilizzare per servizi di baby sitting o per l'infanzia
(pubblici o strutture private accreditate). Introdotto in via sperimentale per gli anni 2012-2015 dalla
riforma del Lavoro Fornero (articolo 4, comma 24, lettera b, legge 92/2012), il bonus è stato
prorogato per il 2016 dalla Legge di Stabilità. L'INPS accoglierà le domande fino a esaurimento
risorse, pari a 20 milioni di euro per quest'anno. Il criterio generale è l'ordine cronologico di
presentazione delle domande.
Voucher maternità:
Sono ammesse al beneficio le lavoratrici dipendenti o parasubordinate, come alternativa al diritto
di congedo parentale e da fruire negli 11 mesi successivi al termine del congedo di maternità
obbligatorio. Nel caso in cui la lavoratrice abbia già usufruito in parte del congedo parentale, può
chiedere il voucher per un numero di mesi pari al congedo non ancora utilizzato. Hanno diritto al
voucher anche le lavoratrici in part-time: in questo caso, il contributo è proporzionato all'orario di
lavoro, in base a specifica tabella INPS. ...CONTINUA

Previdenza Sociale

La riforma pensionistica in Italia si è adeguata alla crescita continua del numero di pensionati rispetto a chi è in attività lavorativa, che diminuisce costantemente per l'allungarsi della vita media, e ciò ha portato ai noti cambiamenti principalmente per attenuare la continua crescita dei fabbisogni finanziari della previdenza pubblica. Ciò ha determinato il progressivo abbandono del calcolo delle pensioni secondo il “sistema retributivo” con l'adozione del “sistema contributivo”. Per il calcolo della pensione non si prende infatti più a riferimento la retribuzione del lavoratore negli ultimi anni di attività, ma si tiene conto dei contributi versati durante la vita lavorativa. Tale cambiamento determinerà una significativa riduzione delle pensioni erogate dall'INPS ai prossimi pensionati.
Secondo le valutazioni effettuate dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP), il rapporto tra l'ammontare della pensione e quello dell'ultima retribuzione (tasso di sostituzione) diminuirà progressivamente per effetto del sistema introdotto. La COVIP stima che un lavoratore dipendente del settore privato, dopo 35 anni di contributi, vedrà ridursi la pensione di quasi 20 punti percentuali, passando approssimativamente dall'attuale 70% dell'ultima retribuzione al 50% nel 2040.
Per colmare questa differenza, al fine di assicurare una rendita da affiancare a quella della previdenza INPS, è stata varata nel 1993 un sistema di previdenza complementare e sono stati realizzati modelli pensionistici più articolati, attivando anche benefici fiscali con lo scopo di destinare risorse finanziarie sia delle aziende che dei lavoratori, a fini previdenziali.
Si sono sviluppate quindi forme pensionistiche finalizzate alla costituzione di una prestazione previdenziale integrativa, autorizzate e vigilate dalla COVIP. Queste includono i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti, i contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale e tutti i fondi preesistenti all'entrata in vigore della legge.
La maggior parte delle aziende e delle organizzazioni sindacali hanno promosso la costituzione dei fondi pensione negoziali stipulando accordi per destinare a queste istituzioni versamenti paritetici da parte delle imprese e dei lavoratori e quote di TFR dei lavoratori.
Aderendo alla previdenza complementare si ha l'opportunità di incrementare la pensione futura evitando un drastico ridimensionamento del reddito pensionistico disponibile al termine dell'attività lavorativa.
Link utili :

  • TFR - Previdenza Complementare
  • Ministero del Lavoro
  • INPS
  • Commissione Vigilanza Fondi Pensione
    Per chi avesse intenzione di approfondire gli aspetti relativi alla previdenza complementare e verificare lo stato del proprio futuro pensionistico, Fondosocialeuropeo ha istituito un Desk per rispondere alle domande degli interessati, compilando e inviando il questionario.
    Previdenza Sociale

    La riforma pensionistica in Italia si è adeguata alla crescita continua del numero di pensionati rispetto a chi è in attività lavorativa, che diminuisce costantemente per l'allungarsi della vita media, e ciò ha portato ai noti cambiamenti principalmente per attenuare la continua crescita dei fabbisogni finanziari della previdenza pubblica. Ciò ha determinato il progressivo abbandono del calcolo delle pensioni secondo il “sistema retributivo” con l'adozione del “sistema contributivo”. Per il calcolo della pensione non si prende infatti più a riferimento la retribuzione del lavoratore negli ultimi anni di attività, ma si tiene conto dei contributi versati durante la vita lavorativa. Tale cambiamento determinerà una significativa riduzione delle pensioni erogate dall'INPS ai prossimi pensionati.
    Secondo le valutazioni effettuate dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP), il rapporto tra l'ammontare della pensione e quello dell'ultima retribuzione (tasso di sostituzione) diminuirà progressivamente per effetto del sistema introdotto. La COVIP stima che un lavoratore dipendente del settore privato, dopo 35 anni di contributi, vedrà ridursi la pensione di quasi 20 punti percentuali, passando approssimativamente dall'attuale 70% dell'ultima retribuzione al 50% nel 2040.
    Per colmare questa differenza, al fine di assicurare una rendita da affiancare a quella della previdenza INPS, è stata varata nel 1993 un sistema di previdenza complementare e sono stati realizzati modelli pensionistici più articolati, attivando anche benefici fiscali con lo scopo di destinare risorse finanziarie sia delle aziende che dei lavoratori, a fini previdenziali.
    Si sono sviluppate quindi forme pensionistiche finalizzate alla costituzione di una prestazione previdenziale integrativa, autorizzate e vigilate dalla COVIP. Queste includono i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti, i contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale e tutti i fondi preesistenti all'entrata in vigore della legge.
    La maggior parte delle aziende e delle organizzazioni sindacali hanno promosso la costituzione dei fondi pensione negoziali stipulando accordi per destinare a queste istituzioni versamenti paritetici da parte delle imprese e dei lavoratori e quote di TFR dei lavoratori.
    Aderendo alla previdenza complementare si ha l'opportunità di incrementare la pensione futura evitando un drastico ridimensionamento del reddito pensionistico disponibile al termine dell'attività lavorativa.
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    Secondo le valutazioni effettuate dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP), il rapporto tra l'ammontare della pensione e quello dell'ultima retribuzione (tasso di sostituzione) diminuirà progressivamente per effetto del sistema introdotto. La COVIP stima che un lavoratore dipendente del settore privato, dopo 35 anni di contributi, vedrà ridursi la pensione di quasi 20 punti percentuali, passando approssimativamente dall'attuale 70% dell'ultima retribuzione al 50% nel 2040.
    Per colmare questa differenza, al fine di assicurare una rendita da affiancare a quella della previdenza INPS, è stata varata nel 1993 un sistema di previdenza complementare e sono stati realizzati modelli pensionistici più articolati, attivando anche benefici fiscali con lo scopo di destinare risorse finanziarie sia delle aziende che dei lavoratori, a fini previdenziali.
    Si sono sviluppate quindi forme pensionistiche finalizzate alla costituzione di una prestazione previdenziale integrativa, autorizzate e vigilate dalla COVIP. Queste includono i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti, i contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale e tutti i fondi preesistenti all'entrata in vigore della legge.
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    Si sono sviluppate quindi forme pensionistiche finalizzate alla costituzione di una prestazione previdenziale integrativa, autorizzate e vigilate dalla COVIP. Queste includono i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti, i contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale e tutti i fondi preesistenti all'entrata in vigore della legge.
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