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Periodico registrato Trib.Milano, n° 362/05 Magazine informativo su stage e corsi professionali, finanziamenti alle imprese, opportunità di business e di lavoro MILANO,

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FONDO CENTRALE DI GARANZIA

Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI è uno strumento istituito con Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a) e operativo dal 2000.
La sua finalità è quella di favorire l'accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali  portate dalle imprese.
Rivolgendosi al Fondo centrale di Garanzia, pertanto, l'impresa non ha un contributo in denaro, ma ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo.
Secondo le ultime rilevazioni, oltre il 99% delle imprese ha avuto accesso al finanziamento con la copertura del Fondo Centrale in assenza della presentazione di garanzie reali.
I soggetti beneficiari finali, ai quali viene concessa la garanzia pubblica, sono le piccole e medie imprese (così come definite dalla normativa europea), comprese le imprese artigiane, presenti sul territorio nazionale, economicamente sane e appartenenti a qualsiasi settore, ad esclusione dei settori ritenuti sensibili dall'Unione Europea.
Sono, inoltre, soggetti beneficiari i consorzi e le società consortili, costituiti tra piccole e medie imprese di cui agli articoli 17, 18, 19 e 23 della legge 5.10.91, n. 317, e le società consortili miste di cui all'articolo 27 della medesima legge.
I criteri per valutare che le PMI siano finanziariamente ed economicamente sane, modificati nel mese di novembre del 2009, sono calcolati in modo da mantenere il tasso di default basso (all'incirca il 2%) e permettere alle imprese sane, in difficoltà a causa del difficile periodo congiunturale, di poter accedere allo strumento.
Ad accedere alla garanzia del Fondo sono soprattutto microimprese (60,5% delle operazioni nel 2012), seguono le piccole imprese (30,7%) e le imprese di medie dimensioni (8,7%). Le imprese artigiane rappresentano una buona parte dell'operatività del Fondo Centrale: hanno presentato più di 12.000 operazioni nel 2012, pari al 20,2% del totale.
A seconda della natura del soggetto che si rivolge al Fondo Centrale di Garanzia esistono diverse modalità di intervento:
• Garanzia diretta: indica la garanzia prestata dal Fondo direttamente a favore dei soggetti finanziatori. In questo caso, l'impresa che necessiti di un finanziamento può chiedere alla banca di garantire l'operazione con la garanzia pubblica. L'attivazione di questa garanzia è a rischio zero per la banca che, in caso di insolvenza dell'impresa, viene risarcita dal Fondo e, in caso di eventuale esaurimento di fondi di quest'ultimo, direttamente dallo Stato.
• Controgaranzia: indica la garanzia prestata dal Fondo a favore dei Confidi ,  e degli altri Fondi di Garanzia. In questo caso l'impresa si rivolge a un Confidi o ad altro fondo di garanzia che provvederanno ad inviare la domanda di controgaranzia al Fondo.
• Cogaranzia: indica la garanzia prestata dal Fondo direttamente a favore dei soggetti finanziatori e congiuntamente ai Confidi, agli altri Fondi di Garanzia ovvero ai Fondi di garanzia istituiti nell'ambito dell'Unione Europea o da essa cofinanziati.
LE ULTIME NOVITÀ
La crescita continua registrata nell'ultimo periodo è il risultato degli interventi  che hanno caratterizzato lo strumento:
L'incremento della dotazione per circa due miliardi di euro stanziati per il periodo 2008-2012 e di 1,2 miliardi di euro per il triennio 2012-2014.
L'estensione dell'operatività ad imprese prima escluse (artigiani, cooperative, autotrasporti).
L'innalzamento dell'importo massimo garantito (disposto con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 aprile 2009) a 1,5 milioni di euro.
La garanzia di ultima istanza dello Stato, che opera in caso di inadempimento da parte del Fondo per tutti gli impegni assunti a titolo di garante, controgarante e cogarante, attivando il meccanismo della ponderazione zero che permette alle banche di ridurre l'importo degli accantonamenti a titolo di rischio.
La costituzione della Sezione Speciale dedicata alle imprese di autotrasporto merci, mediante l'assegnazione di 50 milioni di euro a titolo di dotazione e la previsione di criteri di valutazione che tengano conto della specificità delle aziende del settore.
L'istituzione di due Riserve su risorse PON Ricerca (€ 100 Mln) e POIn Energia (€ 96  Mln) volte a finanziare interventi nelle Regioni dell'Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia).
La revisione dei criteri di accesso al Fondo per le PMI (novembre 2009/gennaio 2010) e per l'autorizzazione dei Confidi a certificare il merito di credito (marzo 2011).
La previsione di misure finalizzate ad incentivare l'accesso al Fondo delle imprese subfornitrici di aziende in amministrazione straordinaria.
L'innalzamento dell'importo massimo garantito a 2,5 milioni di euro per alcune di tipologie di operazioni, la previsione di una copertura fino all'80% a seconda della tipologia di operazione, la possibilità di rivedere i coefficienti di accantonamento (approvazione della modifica delle disposizioni operative nella riunione del Comitato di gestione del 18 ottobre 2012).
La concessione della garanzia anche per i crediti certificati vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione (ottobre 2012).
La previsione di specifici criteri di valutazione per le imprese operanti su commessa o a progetto, per le quali alla classica valutazione sui dati storici di bilancio verrà affiancata anche la valutazione sull'iniziativa che si intende realizzare (maggio 2012).
Un intervento specifico per le imprese dei territori dell'Emilia Romagna colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012.
L'emanazione del decreto che consente a regioni, banche, SACE ed altri importanti organismi di partecipare alla dotazione del Fondo incrementandone la capacità operativa tramite la creazione di apposite sezioni speciali (decreto MISE-MEF del 26 gennaio 2012): a breve saranno operative le sezioni speciali per l'internazionalizzazione costituite con contributi delle Camere di commercio (istituite con un protocollo di intesa sottoscritto dal Ministro Passera e dai Presidenti delle prime Camere di commercio aderenti il 19 dicembre 2012)  e una sezione dedicata all'imprenditoria femminile, nata dalla collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Convenzione sottoscritta dai Ministri Passera e Fornero il 14 marzo 2013).

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In sede comunitaria sono disponibili sovvenzioni dirette della Commissione europea o delle sue agenzie esecutive per progetti con obiettivi specifici (ambiente, ricerca, formazione, ecc.)
e finanziamenti indiretti da parte di intermediari nazionali e locali.
Quali condizioni si applicano?
Le sovvenzioni erogate direttamente dalla Commissione:

  • servono da finanziamento complementare, l'UE non finanzia progetti al 100%
  • intendono aiutare i progetti ad ottenere un equilibrio finanziario; non possono risultare in un utile per il beneficiario
  • non possono essere erogate retroattivamente a progetti già conclusi
  • sono destinate ad un singolo progetto e non possono essere integrate da altre sovvenzioni analoghe.
    Chi può candidarsi? ...CONTINUA
    FINANZIAMENTI ALL'EXPORT

    Finanziamenti agevolati delle spese per l'apertura di strutture all'estero per il lancio e la diffusione di nuovi prodotti e servizi o l'acquisizione di nuovi mercati.
    (nei limiti ed alle condizioni previste dal Regolamento CE n.1998/2006 della Commissione Europea del 15.12.2006, relativo agli aiuti di importanza minore "De minimis").
    Art.6 comma 2, lettera a, del Decreto Legge 25.6.2008, n.112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n.133.
    Finalità:
    Finanziamento a tasso agevolato delle spese sostenute nella realizzazione di programmi, con caratteristiche di investimento, volti a costituire insediamenti durevoli in Paesi non membri dell'Unione europea.
    Beneficiari:
    Imprese con sede legale in Italia.
    Hanno priorità sui fondi le piccole e medie imprese - PMI - in caso di carenza di risorse del Fondo 394/81.
    Ai fini della classificazione delle PMI, sono adottati i parametri definiti dal Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 18.4.2005 di adeguamento dei criteri di individuazione delle PMI alla disciplina comunitaria (Raccomandazione della Commissione Europea  2003/361/CE).
    Non sono finanziabili i programmi posti in essere da imprese appartenenti ai settori di cui all'art. 1, comma 1, lettere a), b), c), ed f) del Regolamento CE 1998/2006 "de minimis". ...CONTINUA

    IL FONDO VENTURE CAPITAL

    Per supportare gli investimenti in aree geografiche ritenute strategiche per l'internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, quali Cina, Balcani, Africa e Medio Oriente, Russia e Paesi Caucasici, India e paesi del Sud Est asiatico colpiti dallo tsunami, America Centrale e Meridionale, lo Stato nel 2004 ha costituito dei Fondi pubblici di Venture Capital distinti per area geografica.
    Questo strumento si aggiunge alla normale quota di partecipazione della SIMEST SpA all'iniziativa effettuata sulla base della Legge 100/90 e, per quanto riguarda l'area balcanica, alla quota partecipata ai sensi della Legge 19/91.
    L'Amministrazione ha incaricato della gestione dei fondi la SIMEST SpA e, per quanto riguarda il Fondo Balcani, la FINEST SpA. ...CONTINUA

    FONDO CENTRALE DI GARANZIA

    Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI è uno strumento istituito con Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a) e operativo dal 2000.
    La sua finalità è quella di favorire l'accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali  portate dalle imprese.
    Rivolgendosi al Fondo centrale di Garanzia, pertanto, l'impresa non ha un contributo in denaro, ma ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo.
    Secondo le ultime rilevazioni, oltre il 99% delle imprese ha avuto accesso al finanziamento con la copertura del Fondo Centrale in assenza della presentazione di garanzie reali. ...CONTINUA

  • FONDO NAZIONALE PER L'INNOVAZIONE

    Il Fondo Nazionale per l'Innovazione (FNI) è uno strumento rivolto alle micro, piccole e medie imprese per consentire loro di accedere a risorse finanziarie per l'innovazione, sotto forma di partecipazione al capitale di rischio o di finanziamenti agevolati in assenza di garanzie.
    Gli interventi del FNI sono attuati attraverso la compartecipazione delle risorse pubbliche in operazioni progettate, co-finanziate e gestite da intermediari finanziari, società di gestione del risparmio e banche.
    Il Fondo presenta due linee di attività, dedicate:
    • al capitale di rischio, ossia a investimenti in società di capitale (solo per brevetti per invenzione industriale)
    • al capitale di debito, ossia a finanziamenti agevolati (per brevetti per invenzione industriale e per disegni e modelli industriali registrati).
    Per la partecipazione nel capitale di rischio di micro, piccole e medie aziende che realizzano programmi di investimento finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto per invenzione industriale, il Ministero dello Sviluppo Economico ha costituito un fondo mobiliare chiuso denominato IPGEST, di 40,9 milioni di euro. La SGR di riferimento è INNOGEST, alla quale ci si deve rivolgere per l'accesso alla linea. 
    Come funziona ...CONTINUA

    FONDO START-UP

    Il Fondo Start Up è un fondo rotativo nato con l'obiettivo di rafforzare il sostegno pubblico alle PMI nel loro processo di internazionalizzazione.
    Il nuovo strumento è finalizzato a favorire la fase di avvio (start-up) di progetti di internazionalizzazione di imprese singole o aggregate. Si concretizza nella partecipazione del Fondo al capitale sociale di società costituite ad hoc (NewCo) con sede sociale in Italia (o in altro Paese UE qualora necessario per lo sviluppo del progetto).
    Con il D.M. 4.3.2011 è stato adottato il Regolamento recante i criteri generali per gli interventi a valere sul Fondo Start Up. ...CONTINUA

    FINANZIAMENTI PERSONALI

    Il prestito personale è un prodotto di credito al consumo che prevede il finanziamento di una somma prefissata ad un tasso di interesse in genere fisso e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti.
    Rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati cioè in quelle operazioni di finanziamento non direttamente collegate all'acquisto di uno specifico bene o servizio. Quindi, a differenza di quanto accade nei prestiti finalizzati, non entra in gioco la figura del convenzionato, ma il contratto di credito è concluso direttamente tra finanziatore e richiedente. Di conseguenza, se la richiesta di finanziamento viene accettata, l'erogazione della somma pattuita avviene direttamente nelle mani del consumatore, e non ad una terza parte (il dealer, appunto). ...CONTINUA

    PRESTITO D'ONORE

    La Legge 608/96 prevede il prestito d'onore finalizzato ad incentivare la nuova imprenditoria. Attraverso questo strumento lo Stato fornisce agevolazioni finanziarie senza chiedere garanzie personali a fronte di un'idea imprenditoriale "interessante" e "fattibile".
    Nato inizialmente per le sole regioni del Sud, con uno dei provvedimenti del cosiddetto Pacchetto Treu, nel 1998 è stato esteso alle regioni del Centro Nord.
    Destinatari del prestito d'onore sono i disoccupati e gli inoccupati da almeno sei mesi, di età superiore ai 18 anni, residenti alla data del 3 ottobre 1996 nelle regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, oppure alla data del 1 gennaio 2000 nella regione Abruzzo, oppure alla data del 1 gennaio 1998 nelle aree del Centro Nord individuate dal Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 14 marzo 1995.
    Gli interessati devono dimostrare che nei sei mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda di contributo non siano stati lavoratori dipendenti (anche se con contratto part time, a tempo determinato o in cassa integrazione), liberi professionisti o imprenditori (ovvero titolari di Partita Iva), coadiutori di imprenditori, collaboratori coordinati e continuativi.
    Iniziative finanziabili: ...CONTINUA


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