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Periodico registrato Trib.Milano, n° 362/05 Magazine informativo su stage e corsi professionali, finanziamenti alle imprese, opportunità di business e di lavoro MILANO,

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Nasce il calendario unico Fashion & Design


In occasione di Milano Moda Donna (dal 19 al 24 febbraio) verrà testato in forma sperimentale un calendario unificato degli eventi e degli appuntamenti della moda e del design. Lo ha annunciato l'assessore comunale alla Moda e Design Cristina Tajani (nella foto) durante la presentazione della settimana della moda.
Si tratta di un portale, ha spiegato Tajani, che si chiamerà Milano Creativa e che consentirà ai visitatori di scoprire tutti i dettagli degli eventi connessi alla moda e al design organizzati in città. Questo progetto è frutto di una collaborazione tra Cnmi, Comune di Milano, Cosmit, Altagamma e Camera di Commercio Milano. Dopo il test del 2014,
la piattaforma dovrebbe diventare un progetto concreto nell'anno di Expo 2015. ...CONTINUA

SMI in difesa del made in Italy


Le imprese, soprattutto le Pmi, che sono la spina dorsale di questo Paese, stanno facendo la loro parte. Lo stesso vale per le associazioni che le rappresentano e per i sindacati. Chi latita è il Governo: dispiace dirlo, ma è così e non si possono usare mezzi termini, per noi questo Esecutivo è una grande delusione».
Claudio Marenzi, presidente di Sistema moda Italia (Smi), non riesce a godersi fino in fondo la firma del contratto nazionale del tessile-industria, arrivata martedì dopo mesi di serrate trattative (il contratto era scaduto dal marzo 2013). «È un buon accordo, specie considerando quanto difficili siano questi tempi. ...CONTINUA

Sistema moda, le leadership da difendere


Dalla tabella elaborata da Osservatorio Fondazione Edison-Gea su dati International Trade Centre si evince che, tra i prodotti in cui l'Italia primeggia, ce ne sono ben 4 che fanno parte del sistema moda: il surplus commerciale con l'estero nel terzo trimestre 2013 dell'abbigliamento (non maglieria) è pari a 1,8 miliardi di dollari (attenzione, parliamo di dollari), e il nostro Paese è al secondo posto al mondo dopo la Cina; nelle calzature, 1,6 miliardi, seconi dopo la Cina; negli articoli in cuoio, cioè la pelletteria e gli accessori, 1,4 miliardi, ancora secondi dopo la Cina; negli occhiali e montature, 0,5 miliardi, sempre alle spalle della Cina.
Visto che la Cina domina in un contesto competitivo che non esito a definire decisamente inferiore rispetto a quello italiano - anche se centinaia di creativi e tecnici del nostro Paese fanno avanti e indietro con la Repubblica popolare per iniettare il proprio know how alle industrie cinesi - la leadership italiana va difesa a tutti i costi. Anche attraverso strumenti comunitari come il "made in", di cui molti si stanno dimenticando, presi come sono a discutere - anche giustamente, per carità - di barbarie.

In arrivo fondi governativi per il Sistema Moda .


La buona notizia arriva alla fine delle sfilate maschili: il governo ha in programma di stanziare sei milioni di euro per finanziare la moda a Milano e «per sostenere tutte le iniziative previste nel settore della moda in città, da Expo a Milano Creativa», ha dichiarato il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli. 
L'annuncio da parte di Boselli è arrivato in occasione del cocktail di chiusura di Milano Moda Uomo. Il presidente ha spiegato che il viceministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda sta studiando come formalizzare la concessione del contributo. La cifra destinata al sistema moda si aggiunge all'aiuto da 2 milioni di euro destinato a Pitti Uomo e annunciato dallo stesso Calenda la scorsa settimana a Firenze. ...CONTINUA

Nasce il marchio collettivo volontario sulla Qualità Italiana

 
E' stato incardinato in Commissione industria del Senato il ddl 1061 sull' Istituzione del marchio «Italian Quality» ed è quindi partita la consultazione pubblica con le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori per arrivare a un progetto davvero condiviso
L'istituzione di un marchio di Qualità italiana arriva mentre in sede europea si attendono i prossimi passi, dopo il prima via libera, sul tema dell'etichetta di origine e mira a tutelare e valorizzare la qualità e l'eccellenza italiana; si tratta di un marchio collettivo, di proprietà dello Stato italiano e volontario, che si potrà aggiungere al “made in”, di cui potranno dotarsi le imprese purché abbiano domicilio fiscale in Italia. Una garanzia contro eventuali contraffazioni su cui investire risorse per la promozione nei mercati globali dei prodotti così certificati, una scelta che deve essere prioritaria nell'azione del Governo e del Parlamento in questo 2014.

INCONTRI CON BUYER DELLA MODA


Incontri con buyers tedeschi e francesi settore tessile abbligliamento a Como
Nell'ambito delle iniziative promozionali a supporto dell'internazionalizzazione delle imprese, la Camera di Commercio di Como, in collaborazione con la sua Azienda Speciale Sviluppo Impresa, le Associazioni di categoria ed i Consorzi export della provincia, organizza un incontro per il marketing della moda a Villa del Grumello - via per Cernobbi 11, Como e sono organizzati da Lombardia Point l'11 il 12 di marzo. ...CONTINUA


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Si tratta di un portale, ha spiegato Tajani, che si chiamerà Milano Creativa e che consentirà ai visitatori di scoprire tutti i dettagli degli eventi connessi alla moda e al design organizzati in città. Questo progetto è frutto di una collaborazione tra Cnmi, Comune di Milano, Cosmit, Altagamma e Camera di Commercio Milano. Dopo il test del 2014,
la piattaforma dovrebbe diventare un progetto concreto nell'anno di Expo 2015. ...CONTINUA

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Le imprese, soprattutto le Pmi, che sono la spina dorsale di questo Paese, stanno facendo la loro parte. Lo stesso vale per le associazioni che le rappresentano e per i sindacati. Chi latita è il Governo: dispiace dirlo, ma è così e non si possono usare mezzi termini, per noi questo Esecutivo è una grande delusione».
Claudio Marenzi, presidente di Sistema moda Italia (Smi), non riesce a godersi fino in fondo la firma del contratto nazionale del tessile-industria, arrivata martedì dopo mesi di serrate trattative (il contratto era scaduto dal marzo 2013). «È un buon accordo, specie considerando quanto difficili siano questi tempi. ...CONTINUA

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Dalla tabella elaborata da Osservatorio Fondazione Edison-Gea su dati International Trade Centre si evince che, tra i prodotti in cui l'Italia primeggia, ce ne sono ben 4 che fanno parte del sistema moda: il surplus commerciale con l'estero nel terzo trimestre 2013 dell'abbigliamento (non maglieria) è pari a 1,8 miliardi di dollari (attenzione, parliamo di dollari), e il nostro Paese è al secondo posto al mondo dopo la Cina; nelle calzature, 1,6 miliardi, seconi dopo la Cina; negli articoli in cuoio, cioè la pelletteria e gli accessori, 1,4 miliardi, ancora secondi dopo la Cina; negli occhiali e montature, 0,5 miliardi, sempre alle spalle della Cina.
Visto che la Cina domina in un contesto competitivo che non esito a definire decisamente inferiore rispetto a quello italiano - anche se centinaia di creativi e tecnici del nostro Paese fanno avanti e indietro con la Repubblica popolare per iniettare il proprio know how alle industrie cinesi - la leadership italiana va difesa a tutti i costi. Anche attraverso strumenti comunitari come il "made in", di cui molti si stanno dimenticando, presi come sono a discutere - anche giustamente, per carità - di barbarie.

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La buona notizia arriva alla fine delle sfilate maschili: il governo ha in programma di stanziare sei milioni di euro per finanziare la moda a Milano e «per sostenere tutte le iniziative previste nel settore della moda in città, da Expo a Milano Creativa», ha dichiarato il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli. 
L'annuncio da parte di Boselli è arrivato in occasione del cocktail di chiusura di Milano Moda Uomo. Il presidente ha spiegato che il viceministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda sta studiando come formalizzare la concessione del contributo. La cifra destinata al sistema moda si aggiunge all'aiuto da 2 milioni di euro destinato a Pitti Uomo e annunciato dallo stesso Calenda la scorsa settimana a Firenze. ...CONTINUA

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E' stato incardinato in Commissione industria del Senato il ddl 1061 sull' Istituzione del marchio «Italian Quality» ed è quindi partita la consultazione pubblica con le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori per arrivare a un progetto davvero condiviso
L'istituzione di un marchio di Qualità italiana arriva mentre in sede europea si attendono i prossimi passi, dopo il prima via libera, sul tema dell'etichetta di origine e mira a tutelare e valorizzare la qualità e l'eccellenza italiana; si tratta di un marchio collettivo, di proprietà dello Stato italiano e volontario, che si potrà aggiungere al “made in”, di cui potranno dotarsi le imprese purché abbiano domicilio fiscale in Italia. Una garanzia contro eventuali contraffazioni su cui investire risorse per la promozione nei mercati globali dei prodotti così certificati, una scelta che deve essere prioritaria nell'azione del Governo e del Parlamento in questo 2014.


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