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Periodico registrato Trib.Milano, n° 362/05 Magazine informativo su stage e corsi professionali, finanziamenti alle imprese, opportunità di business e di lavoro MILANO,

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In programma incentivi per lo sviluppo dell' «l'energia blu», quella di mari e oceani


Mari e oceani costituiscono una fondamentale fonte di energia rinnovabile generata dalle onde, le maree e le correnti marine. Sviluppare questo settore oltre ad aiutare l'Europa a raggiungere i suoi obiettivi in materia di energia rinnovabile e riduzione dei gas serra, potrebbe risultare importante anche per la crescita economica e la creazione di nuovi posti di lavoro: 40mila posti di lavoro entro il 2035. Altri studi stimerebbero la creazione di 20mila posti di lavoro entro il 2035 nel solo Regno Unito.
È quanto sostiene la Commissione Europea che ha presentato un piano di azione a sostegno dell'energia blu per una maggiore industrializzazione del settore. Lo sfruttamento dell'energia proveniente dalle nostre acque dovrebbe portare, infatti, ad una economia a basso consumo di carbonio e a una migliore sicurezza energetica grazie alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Maria Damanaki, Commissaria europea per gli Affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: «Come sottolineato nella nostra strategia per la crescita blu, i mari e gli oceani dispongono del potenziale per creare un'ingente crescita economica e i posti di lavoro così necessari in questo momento. Aiutando il settore dell'energia oceanica a raggiungere il suo pieno sviluppo potremo sfruttare questo potenziale grazie all'innovazione, garantendo, nel contempo. all'Europa un'energia pulita e rinnovabile».
Le più grandi opportunità di lavoro sorgeranno lungo le aree costiere dell'Atlantico che, al momento, soffrono di una forte disoccupazione. Ma la creazione di nuovi posti di lavoro riguarderà tutta l'Europa non solo i Paesi costieri. Inoltre grazie agli investimenti pubblici e privati nella ricerca e nello sviluppo la posizione dell'industria europea nel mercato globale dell'energia oceanica è attualmente forte: la maggior parte degli sviluppatori tecnologici hanno sede nella Ue.
Il mercato mondiale dell'energia delle maree e delle onde potrebbe costituire un valore di 535 miliardi. È fondamentale, secondo la Commissione UE, che l'Europa investa in questo settore per crearsi una posizione considerevole nel mercato futuro.
Günther Oettinger, Commissario europeo, responsabile per l'Energia, ha dichiarato: «L'energia oceanica possiede un potenziale considerevole per aumentare la sicurezza di approvvigionamento. Questo nuovo piano d'azione intende contribuire a promuovere l'innovazione tecnologica e a conseguire e andare oltre gli obiettivi della strategia Europa 2020. Lo sviluppo di un'ampia gamma di fonti di energie rinnovabili, fra cui l'energia oceanica, facilita inoltre la loro integrazione nel sistema energetico europeo».
Si stima, che l'energia blu potrebbe soddisfare il 78% del consumo energetico in Ue. Il piano di azione della "Energia blu", previsto dalla Commissione UE, sarà focalizzato sull'istituzione di un Forum, che riunirà industrie, stati membri, autorità regionali e Ong per condividere competenze in materia, cooperare, trovare soluzioni ed esplorare le sinergie con altri settori marittimi , in particolare l'eolico off-shore. Tutto questo dovrebbe portare all'elaborazione di una tabella di marcia per il settore dell'energia energetica per una futura iniziativa industriale europea.
Gli ostacoli però non mancano: i costi tecnologici sono elevati, difficile l'accesso ai finanziamenti, oltre ai problemi infrastrutturali, ambientali e alle barriere amministrative.

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L'energia del domani verrà dagli scarti vegetali e dal metano ottenuto dai residui agricoli.


Il settore dell'agroenergia fattura 4 miliardi di euro e occupa 24mila addetti, ma norme contraddittorie rendono difficile sfruttare appieno il potenziale diqueste fonti di energia pulita. Un esempio per tutti: in altri Paesi europei è normale fare all'automobile il pieno di biogas, il metano prodotto dagli allevamenti.
Sono questi alcuni dei temi che sono stati illustrati alla conferenza stampa di presentazione della Mostra Convegno Agroenergia.
Secondo le stime dell'economista Alessandro Marangoni di Althesys, che ha coordinato le ricerche dell'Osservatorio 2014, lo studio annuale di riferimento, il settore delle agroenergie rappresenta circa un quinto del giro d'affari del comparto delle fonti rinnovabili di energia, comparto dominato dal sole e dall'idroelettrico. “Gli impianti alimentati a biomasse solide e con la frazione organica dei rifiuti solidi urbani rappresentano il 38% della potenza installata, il biogas è in crescita molto sostenuta ed è arrivato al 35%, mentre i liquidi, sono al 27%. Insieme, si tratta di 12,4 miliardi di chilowattora prodotti”. ...CONTINUA

La nuova era del fotovoltaico italiano al Solar Energy Report

  
Giovedì 10 Aprile 2014 alle  Ore 9.30 presso il Politecnico di Milano - Aula Carlo De' Carli - Via Durando, 10 verrà presentato il Solar Energy Report per affrontare il tema del futuro del fotovoltaico in Italia.
Il 2014 segnerà a tutti gli effetti l'inizio della “Seconda era” del fotovoltaico italiano, caratterizzata da un nuovo “framework” normativo e di conseguenza un nuovo contesto competitivo. Esaurito il periodo di transizione tra il mercato incentivato e quello in “grid-parity” infatti, nuovi approcci e modelli di business sono richiesti a tutti gli attori della filiera, sia perché si possa continuare a sviluppare il mercato dei nuovi impianti, sia per riuscire a cogliere le opportunità di business connesse alla gestione, manutenzione e valorizzazione degli ormai 18GW di impianti esistenti. ...CONTINUA

AssoRinnovabili, ANEV e coordinamento FREE pubblicano i dati dell'eolico 2013


Come previsto dalle Associazioni, le aste e i registri hanno inferto un duro colpo allo sviluppo del settore. Poco meno di 450 MW nel 2013, per il minieolico raggiunti i 20 MW di potenza installata.
Il 2013 è stato un anno nero per l'eolico in Italia, con meno di 450 MW installati e un calo della nuova potenza di oltre il 65% rispetto al 2012, si chiude, infatti, con un totale installato di 8.551 MW con un incremento complessivo inferiore ai 450 MW, contro i 1.272,8 MW installati nel 2012.
Il minieolico, con un trend positivo ma non ancora sufficiente, ha raggiunto invece i 20 MW complessivi di potenza installata. ...CONTINUA

Da Bruxelles le novità su clima ed energia: obiettivi a larga flessibilità


Obiettivi "europei" ai quali tutti gli stati dovranno concorrere unitamente, ma ciascuno con le sue ricette e le sue proporzioni. All'insegna - ripetono più volte Barroso e i Commissari Ue - di una «larga flessibilità».
Flessibilità, seppure con qualche regola comune, per partecipare alla corsa verso l'obiettivo «vincolante» del 40% di riduzione delle emissioni di C02 entro il 2030. Flessibilità per il ricorso alla moderna ma ambientalmente invasiva tecnica dello "shale gas" per ricavare prezioso metano aggiuntivo, contribuendo anche così a ridurre la crescente dipendenza europea dalla fonti energetiche altrui. E grande flessibilità anche nella corsa verso la massima efficienza nell'uso dell'energia. Che in questo caso sarà al massimo un cammino, se non un lento incedere, visto che la Commissione ha persino evitato di aggiornarne le mete, relegandola al più classico dei «provvederemo». ...CONTINUA

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